Covid-19: quanto dura la copertura vaccinale?

Covid-19: quanto dura la copertura vaccinale?

Secondo un report della Fondazione Gimbe, l'efficacia della campagna vaccinale anti-Covid ad oggi si conferma molto elevata nel ridurre i decessi (95,7%), le forme acute della malattia causata dal virus SARS-Cov2, sia quelli che necessitano il ricovero nei reparti di ordinaria degenza (93,1%) sia in terapia intensiva (95,4%).

Covid: quanto dura la protezione del vaccino? 

Nel nostro Paese da alcuni giorni è cominciata la somministrazione della terza dose del vaccino per alcune categorie di soggetti fragili e immunocompromessi. Inoltre in molti Paesi si discute sulla possibilità di estendere la somministrazione aggiuntiva a tutti.

Alla base di questa scelta c'è proprio la questione della durata della protezione offerta dei vaccini approvati dai vari enti regolatori.  Negli ultimi mesi sono stati effettuati numerosi studi sulla durata della copertura vaccinale dei principali sieri somministrati in varie parti del mondo.

Presso l'Università degli Studi di Milano, è in corso una ricerca su un campione di tremila persone vaccinate a gennaio, per capire quanto duri effettivamente la protezione del vaccino. Lo studio ha rivelato che, mentre a tre mesi il titolo anticorpale rimane alto, a sei mesi si abbassa notevolmente nel 40-50% dei soggetti

Anche se, come affermato dagli autori, non esiste una correlazione netta tra livello di anticorpi IgG e protezione effettiva, è comunque evidente dall'esperienza empirica che la vaccinazione protegge dall'infezione o comunque dalla malattia grave, quindi anche in presenza di pochi anticorpi IgG, infatti, è possibile che, a contatto con il virus, si attivi una risposta immunitaria rapida grazie ai linfociti.

Qual è il miglior vaccino?

Secondo le osservazioni del centro per il controllo e la prevenzione delle malattie statunitense (Cdc), il vaccino Moderna risulta essere quello più performante. 

Infatti, il titolo Anticorpale dei soggetti vaccinati con Moderna e Pfizer si è rivelato nettamente più alto rispetto a quello di coloro a cui è stato somministrato Janssen.

Visto che come abbiamo già anticipato non è stato stabilito un diretto collegamento tra i titoli anticorpali e l’effettiva protezione dall'infezione, è necessario prendere in considerazione un altro dato molto importante, cioè l’efficacia contro ospedalizzazione dei vari sieri :

  • Moderna: 92% dopo 4 mesi
  • Pfizer/BioNTech: 77% - dopo 4 mesi
  • Janssen: 68% dopo ventotto giorni per il monodose Johnson&Johnson. 

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Quali saranno gli effetti della terza dose?

I dati attualmente disponibili derivano dalla campagna vaccinale israeliana, nel paese è cominciato il terzo richiamo vaccinale con il booster Pfizer/BioNTech  a partire dal mese di luglio. 

Ciò che emerge ad oggi in uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine sulla base dei dati del ministero della Salute, mostra che:

  • Il tasso di infezione, a distanza di dodici giorni è inferiore di 11,3 volte rispetto alle due dosi
  • Il tasso di malattia grave è inferiore di 19,5 volte.
  • La terza dose con Pfizer porterebbe "l'efficacia del vaccino a circa il 95% rispetto alla variante Delta, un valore simile al valore originale riportato contro la mutazione Alfa".

Quali sono i risultati della terza dose di Astrazeneca?

Una sub-analisi degli studi su Vaxzevria condotta a Oxford ha dimostrato che il vaccino produce importanti risposte immunitarie dopo la somministrazione della seconda dose o dopo una terza dose di potenziamento.

I risultati, hanno dimostrato che i livelli di anticorpi permangono elevati per almeno un anno dopo la somministrazione anche di una singola dose.

Un intervallo tra la prima e la seconda dose esteso tra 12 e 45 settimane ha portato a un aumento della risposta anticorpale fino a 18 volte, rilevata 28 giorni dopo la seconda dose. Inoltre si è rilevato che con un intervallo di dosaggio di 45 settimane, i valori degli anticorpi erano quattro volte più alti che con un intervallo di 12 settimane, dimostrando che un intervallo di dosaggio più lungo può determinare un'immunità anche più forte.

Inoltre, una terza dose di Vaxzevria somministrata almeno 6 mesi dopo una seconda dose, ha aumentato i livelli di anticorpi di sei volte e portato ad una maggiore attività neutralizzante contro le varianti Alpha (Kent), Beta (Sudafricana) e Delta (Indiana).

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27 settembre 2021

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