Il potere antinfiammatorio degli Omega 3 contro il Covid-19

Pubblicato il 05/02/2021 - Nella categoria Le ultime notizie di salute a cura di FarmacistiConTe

Gli acidi grassi Omega-3 sono un tipo di grassi cosiddetti polinsaturi, in quanto presentano un doppio legame al terzo atomo di carbonio. Sono considerati essenziali perché l'organismo umano non è in grado di sintetizzare una quantità sufficiente per soddisfare il proprio fabbisogno.

Le loro proprietà sono attribuite agli effetti benefici sulla salute dell'apparato cardiovascolare, del sistema nervoso, e non solo, infatti molti studi hanno dimostrato la loro utilità anche contro patologie di tipo infiammatorio.

Gli acidi grassi Omega-3 sono utili contro il Covid?

Diversi studi clinici randomizzati sono attualmente in corso (a partire da gennaio 2021) per verificare l'ipotesi che il trattamento con acidi grassi omega-3 possa dare benefici nel trattamento  dell'infezione da COVID-19. Sebbene i risultati di questi studi non siano ancora noti, ci sono valide ragioni scientifiche per aspettarsi che questi studi possano dare esiti positivi.
I dati a sostegno di un possibile ruolo benefico degli acidi grassi Omega-3 nell'infezione da COVID-19 provengono da precedenti studi epidemiologici e scientifici di base, nei quali l'integrazione con EPA e DHA ha ridotto significativamente l'espressione di fattori proinfiammatori.
L’analisi di più studi randomizzati hanno confermato che il trattamento con acidi grassi Omega-3 riduce regolarmente i livelli di citochine infiammatorie, non solo, i risultati degli studi sul trattamento con Omega-3 di pazienti in unità di terapia intensiva con sindrome da distress respiratorio acuto, hanno dimostrato un miglioramento significativo nell’ossigenazione del sangue nei pazienti trattati,  la conseguente la riduzione della durata della degenza in terapia intensiva e della durata della ventilazione meccanica.
Uno studio del Fatty Acid Research Institute (FARI), che ha coinvolto 100 pazienti ricoverati in ospedale con Covid-19, svolto in collaborazione del Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles e di Orange County, ha confermato quanto riscontrato in altri studi presenti in letteratura.

I ricercatori hanno analizzato i livelli di Omega-3 presenti nel sangue dei pazienti e hanno scoperto che le persone con livelli elevati di EPA e DHA avevano il 75 per cento in meno di probabilità di una prognosi funesta, rispetto a quelli con livelli più bassi. 

Ovviamente, abbiamo bisogno di numerosi studi come quelli menzionati per avere una soglia statistica rilevante e soddisfacente, ma sicuramente suggeriscono che gli omega 3 possono essere un valido aiuto nel ridurre gli esiti negativi nei pazienti Covid-19.

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I benefici degli Omega-3 contro il Covid

Nella sindrome respiratoria acuta grave dovuta all’infezione da SARS-CoV-2 oltre ai sintomi di esordio, si sono osservati soprattutto nei pazienti critici, anche:

  • Coagulazione eccessiva;
  • Tempesta di citochine;
  • Leucopenia, linfopenia;
  • Ipossiemia;
  • Stress ossidativo.

Gli acidi grassi Omega-3, in particolare l'acido eicosapentaenoico (EPA) e l'acido docosaesaenoico (DHA), presentano un effetto antinfiammatorio che potrebbe migliorare la prognosi di  alcuni pazienti e diminuire la necessità di ricovero in terapia intensiva. Gli Omega 3 producono sostanze “buone” ad attività antinfiammatoria, a differenza dell'acido arachidonico, presente nelle membrane cellulari, che risulta essere implicato nella cascata infiammatoria, il quale produce sostanze “cattive” ad attività proinfiammatoria. L'aumento dell'infiammazione è un fattore che aumenta notevolmente il rischio cardiovascolare e la trombosi disseminata, che come abbiamo visto, soprattutto nella prima fase della pandemia da Covid-19, sono stati la causa della maggior parte dei decessi.

EPA e DHA si sostituiscono all'acido arachidonico (ARA) nelle membrane cellulari e quando vengono ossidati, EPA e il DHA, producono dei fattori “meno” infiammatori, contribuendo a migliorare il decorso patologico.